Mi riferisco, senza dubbio, all'abdicazione di papa Benedetto XVI il quale ha comunicato che il giorno 28/02/2013 alle ore 20:00 lascerà il trono vacante.
L'intera comunità cattolica e non è rimasta attonita di fronte a tale notizia e lo hanno paragonato all'ormai famoso, Celestino V.
Ora, Celestino V non è che il sesto nella storia della chiesa ad aver "SPONTANEAMENTE" (e tornerò su tale termine in seguito) abdicato.
Ad aprire le danze troviamo San Clemente I di cui si sa poco e niente dato che dobbiamo risalire al quarto papa negli anni 92-97 (attenzione a non confondersi con gli anni 1992-1997!!).
Dopo toccò a Papa Ponziano, il diciottesimo papa dal 230 al 235. Si dice che fu costretto ad abdicare e che fu deportato durante il regno di Massimino Trace il quale iniziò una persecuzione diretta contro i capi della chiesa.
Cinquantottesimo papa, Papa Silverio. Fu papa per un solo anno (536-537) prima di essere vittima di un complotto. Accusato di aver scritto una lettera al re goto nella quale affermava di volerlo aiutare nella conquista dell'impero di Giustiniano, fu arrestato e mandato in esilio in Oriente. Successivamente lui mostrò la sua innocenza ma ovviamente il suo successore papa Vigilio, non volendo abbandonare la carica, lo minacciò e lo costrinse ad abdicare.
E' la volta di Papa Benedetto IX, forse il papa più giovane (1045). 11 anni! Lui abdicò vendendo il suo ufficio al suo successore Gregorio VI, forse per volontà di sposarsi con una ragazza promessagli. Ma a quanto pare fu solo un' esca per costringerlo a lasciare il papato. Tale vendita prende il nome di "simonia", parola che proviene da Simon Mago che offrì denaro agli Apostoli per ricevere i doni dello Spirito Santo.
Egli fu il centocinquantunesimo papa.
E per finire abbiamo il famoso Celestino V, centonovantaduesimo papa.
Dante tra gli ignavi ( "che mai non fur vivi") riconosce Celestino V scrivendo:
Poscia ch'io v'ebbi alcun riconosciuto,
vidi e conobbi l'ombra di colui
che fece per viltà il gran rifiuto
Partiamo subito dal presupposto che Dante lo definisce "vile" poiché lasciò il posto a Bonifacio VIII il quale lo esiliò da Firenze!!
Celestino V era un povero eremita ed asceta. Viveva da solo in una grotta e poco sapeva e ne voleva sapere di tutti gli affari burocratici della vita terrena. Quale migliore occasione allora per i cardinali per poter gestire la Chiesa per i proprio vantaggi lasciando quel povero eremita inesperto a metterci la firma e la faccia?
Quando fu eletto accettò solo per spirito di obbedienza nei confronti della chiesa.
Fu Benedetto Caetani a spingerlo al gran rifiuto per poi diventare lui stesso Papa Bonifacio VIII.
Infatti si dice che lo stesso Celestino V disse di lui: "Hai ottenuto il Papato come una volpe, regnerai come un leone, morirai come un cane".
Alla luce di quanto detto, la storia ci insegna che nella Chiesa ogni azione è il frutto di qualche complotto, minaccia e simili.
Pertanto ora mi chiedo, per quale motivo in televisione, alle radio si sentono commenti positivi nei confronti di questa decisione. "Uomo onesto, teologo, studioso che capisce i limiti e si fa da parte per il bene della Chiesa". Ma quale papa ha mai lasciato un posto di così tanta ricchezza e potere perché si sente stanco?
Celestino V era talmente umile che cambiò la sede papale e nonostante la nomina, continuò a vivere nella semplicità. Il paragone o il solo e semplice accostamento dei nomi non è accettabile.
Ora invece vogliono farci credere che un papa che ha lottato contro i metodi contraccettivi ed ha goduto di tutti i bene materiali che la Chiesa possiede, abdica spontaneamente per il bene della Chiesa? Ma quale Chiesa? Ma quale bene?
E' pur vero che siamo in periodo di elezioni e nessun politico oserebbe mai attaccare il papa per paura di perdere i voti dei cattolici ma, insomma, a tutto c'è un limite. La sua abdicazione è la settima nella storia della Chiesa ed è sufficiente osservare i motivi delle sei precedenti per almeno farsi nascere il dubbio : "Ma forse qui c'è qualcosa sotto".
Anche i fedeli, anzi soprattutto loro, dovrebbero sentirsi offesi da cotanta messa in scena. Sarò scettica ma non credo alle motivazioni di stanchezza mentale e spirituale, specie alla luce degli scandali recenti della Chiesa.
Dai, se gli altri son rimasti in carica morenti e dolenti ci deve essere un motivo.
Per tale ragione sono sempre più convinta che la spiritualità di ognuno deve essere intrinseca nell'animo e nel cuore del singolo; che si è guida spirituale di se stessi se solo si avesse più consapevolezza di cosa sia in realtà la religione. La religione non è sfarzo e ricchezza, la religione non è all'interno di un uomo che viene eletto papa e viene proclamato tale da semplici uomini; la religione non è misoginia; la religione non è razzismo.
Quindi, quando si sentono frasi del tipo "il gregge è rimasto senza pastore" io credo che sia offensivo, che implicitamente si stia dando della pecore a tutti i cattolici. Cattolici che, a parer mio, potrebbero essere guida di se stessi!
Tutto ciò lo dico proprio in onore della famosa frase:
"Fatti non foste per vivere come bruti, ma per seguire virtude e canoscenza",
dove per virtù e conoscenza si intende anche conoscenza spirituale di se stessi, che è questa la vera religione!