Essendo un'appassionata di classici di ogni genere, proprio quello non poteva mancare.
Il brano che apre il film è davvero magico; parlo di "Streets Of Philadelphia" di Bruce Springsteen e infatti ha vinto l'Oscar come migliore canzone http://www.youtube.com/watch?v=4z2DtNW79sQ .
La storia è di alto contenuto storico-culturale.
Il protagonista, avvocato di successo, viene licenziato perchè affetto dall'AIDS e perchè gay. A quel tempo si conosceva ben poco di questa tragica malattia che colpisce il sistema immunitario e soprattutto i malati venivano trattati come se fossero un rifiuto della società. Come lo stesso protagonista ammalato dice, questo atteggiamento accelera gli effetti nefasti della malattia provocandone la morte prematura. Egli infatti lotta contro la società che lo rifiuta anche e soprattutto perchè gay.
Durante una delle tante scene in tribunale, un personaggio ha più volte ribadito il concetto secondo il quale il protagonista si era provocato la malattia a causa di in atteggiamento indecoroso, cioè a causa dei suoi rapporti sessuali. Si citano passi della Genesi in cui si dice che un uomo non può giacere su un altro uomo!
Che ignoranza!
Sin da subito questa malattia è stata sempre considerata in maniera diversa, vi era la convinzione di poterla contrarre solo attraverso un comportamento sessuale "trasgressivo". Insomma non si considereva l'ipotesi che l'AIDS si può trasmettere anche con una trasfusione di sangue.
Questo film, dunque, tratta l'orrenda diatriba sull'AIDS e l'omosessualità.
Abbiamo in dono la capacità di amare che è il motore di ogni nostra azione, ma grazie al cielo non possiamo scegliere chi amare, non possiamo scegliere il colore della pelle del nostro compagno, non possiamo scegliere la lingua, la religione e ne tanto meno il sesso!
E questa è la nostra salvezza! Poche cose, ormai, non possiamo gestire e tra queste fortunatamente ci sono: la morte e l'amore.
Nonostante l'uomo si affidi a qualsiasi religione per ingannarsi del contrario, non esiste, a parer mio, nessun disegno divino che regola la nostra sopravvivenza o il nostro amore.
Per quanto riguarda questa malattia è proprio la religione che dovrebbe cambiare mentalità. E con religione intendo i religiosi. L'appartenenza ad una religione è uno stile di vita, è una mentalità che è, appunto, quella che va cambiata! La lotta contro l'utilizzo di contraccettivi è il peggior regalo che la Chiesa ci ha donato.
Perchè riflettendoci bene, c'è una grossa differenza tra religione e Chiesa. Ma questa è un'altra storia...
I film che mi fanno riflettere su tematiche sociali e su lotte che son state fatte da uomini per far valere i propri diritti, sono i migliori, sono quelli che ti lasciano dentro qualcosa e formano il tuo pensiero.
La scena più bella è stata indubbiamente il commento di Tom Hanks dell'aria più bella dell'Andrea Chenier interpretata dalla Callas! https://www.youtube.com/watch?v=VC6ubVDRmng
10 e lode a questo grande film!
Ciao Cri, ho letto il tuo post su “Philadelphia”, che mi trova entusiasta e d’accordo con tutto. Il film l’ho visto tanto tempo fa ma, la storia ed il messaggio sono indelebili nella mia memoria.
RispondiEliminaTra tutte le scene interessanti del film ne ricordo una in particolare che mi è rimasta cara nel cuore e nella mente da allora. La scena è quella in cui il protagonista si riunisce nella sua casa di origine della sua famiglia per i 40 anni di matrimonio dei suoi e con accanto il suo compagno, mentre da il biberon al suo nipotino, chiede ai suoi familiari se non sia il caso di interrompere il processo ,contro la società che lo ha licenziato perché malato di AIDS, per non dare motivo di sofferenza a loro e soprattutto ai suoi genitori. La reazione di tutti è unanime e solidale con il fatto di perseverare nella lotta per far valere i suoi diritti nonostante le difficoltà e le noie che sicuramente quella lotta avrebbe comportato per tutti.
La frase che dice la sua mamma resta memorabile nella mia testa, lei dice :”Non ho cresciuto i miei figli perché li mandassero in terza classe”. Facile da dire! Si potrebbe pensare, tanto è un film , è scritto nel copione apposta perché la storia prendesse quella direzione, vai a vedere poi nella realtà le frasi che si sarebbero veramente dette, i risentimenti, le rivalità, i rancori che sarebbero venuti alla luce. Sicuramente l’immagine che si voleva dare è quella di una famiglia ideale al 100%, ma l’dea che viene fuori da quella scena è secondo me, il rispetto per la dignità di persona, che lesa nei suoi diritti deve lottare per farli valere. La naturalezza con la quale in quella casa si accetta e si incoraggia il figlio ad essere se stesso con dignità è idilliaca al 100%, ma anche fosse stata nella realtà al 10%, il punto fermo degli affetti e della accoglienza di quella famiglia, sarebbe stato punto di forza caratteriale per chiunque e punto da cui attingere forza ed energie per qualunque tipo di lotta.
Voglio rivedere il film.
Ciao cri, alla prossima.