Era una sera di un giovedi qualunque...
Quel giovedi era stato terribile. Una di quelle giornate in cui non ti fermi
mai e appena trovi un attimo di tempo per rilassarti sul divano, collassi. Una
di quelle giornate infinite passate in università a studiare come se non ci
fosse un domani. Mille peripezie lungo la via del ritorno: mezzi in ritardo che
arrivano strapieni di gente che puzza, pioggia, freddo e fame! Anzi, fame mista
a quella disperata consapevolezza che una volta raggiunta la propria
dimora,nessuno avrà già preparato la cena (mi manchi mamma!) e nessuno avrà sistemato la stanza
lasciata in completo disordine alle sei del mattino perchè eri troppo indecisa su cosa indossare.
E, aggiungiamolo pure, primo giorno di ciclo. Pertanto, era un giovedi
qualunque in cui sai già che dovrai litigare con qualcuno.
La giornata,tuttavia, era
giunta al termine e non avevo azzannato nessuno, non avevo dato risposte acide
e avevo salvaguardato tutte le mie amicizie. Pertanto qualcuno doveva ancora
subire. Qualcuno doveva pagare.
Quel giovedi, giunta
a casa, accendo la tv distrattamente. Pubblicità,ovvio!
Pubblicità di Intimissimi.
Manuela. Bruna. Strafiga. Abbronzata. Solo in intimo.
Come si presenta? Così:
Sono una studentessa, sono curiosa, sono determinata, sono il calore della mia risata. Questa è la mia storia,unica come il mio reggiseno.
Il tutto mentre lei legge un libro indossando solo un
completo intimo.
Prima di innervosirmi, prendo il mio smartphone, vado su
youtube e cerco lo spot. Trovato. Sotto trovo una serie di spot in cui
Intimissimi racconta, cito testualmente, “otto storie di donne reali”. Non mi
interessano le restanti sette categorie, mi basta questa perché vi appartengo.
Ed è esattamente in quel momento che mi sono veramente infuriata.
Donne reali? Ma di cosa stiamo parlando? Ora Manuela, o non
sei una studentessa oppure ti odio senza conoscerti. Se fossi una studentessa
avresti tracce di cellulite. Puoi fare tutta la palestra che vuoi ma,bella mia,
la cellulite da studio la devi avere. Altrimenti ti odio. Manuela, ma davvero
studi mezza nuda? Io non ho mai sentito di una studentessa in piena sessione
estiva, essere cosi strafiga. Non è possibile. Altrimenti ti odio. Ma poi cosa significa “sono il calore della
mia risata”? Cosa c’è da ridere? Quando si prepara un esame c’è solo da
piangere. È una lotta contro il tempo perché
quello non basta mai. Non ci si lava. Si puzza e non si mangia. E se si mangia,
si mangia merda. Da qui la ragione per cui una deve avere tracce di cellulite. Se
l’esame lo si prepara durante la sessione estiva, si è osceni. Si puzza di più,
si è brutti e si è cadaverici. Uno studente universitario lo riconosci subito
dal pallore della pelle. E tu, Manuela, sei davvero tutto tranne che pallida. Se l’esame è durante la sessione invernale si
è brufolosi causa barattoli di nutella. Ci si veste con maglioni di lana mega
lunghi e si puzza uguale. Sicuramente uno va in giro per casa imprecando e
promettendosi “il prossimo esame lo si inizia a studiare per tempo”, oppure la
bugia più grande che uno studente universitario può dirsi: “ questo semestre
sistemo gli appunti lezione per lezione”.
Invece puntualmente si è sommersi da appunti, libri da
studiare, progetti da consegnare in una tempistica disumana. Gli effetti
collaterali di questa vita sono veramente molteplici. E questa cosa fa?
Balla..s’abbronza, sculetta e studia in intimo. Ma anche a voler studiare in
intimo, davvero indossi quell’intimo in casa? No perché allora ti odio.
Manuela vestiti e fila a studiare per favore!
Era una sera di un giovedi qualunque…
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAH XD tesoro ma tu non puzzi, te lo assicuro!
RispondiElimina-Seya
Speriamo! ahahahahaha :-*
EliminaSecondo me, diventerai una Scrittrice,lasciando per strada tutti i tuoi numeri.
RispondiEliminaUn abbraccio,Daniele.
Sei Unica
Mi basta lasciare per strada i numeri! ahahah
EliminaGrazie Daniele!